Da Marrakech alle spettacolari montagne dell’Atlante e poi, verso est, fino ad arrivare alle porte del deserto del Sahara, per una notte tra le dune di Merzouga. E ancora, la valle del Draa, tra palmeti e antichi villaggi, e infine l’oceano, percorrendo la bellissima strada che da Agadir porta a Essaouria. Un viaggio di 10 giorni on the road, con auto a noleggio, alla scoperta del centro-sud del Marocco, una meta vicina, economica, facile da esplorare e, senza dubbio, molto bella.

E con tante occasioni per far divertire anche i più piccoli: dagli incantatori di serpenti di piazza Jamaa el-Fnaa alla gita in cammello nel deserto, dalle giornate in spiaggia alle passeggiate nei souq per fare acquisti e osservare gli artigiani al lavoro.

In Marocco con i bambini: le tappe dell’itinerario

Questo viaggio in Marocco è stato pensato da fare in inverno-primavera, quando le temperature sono buone, per non patire il caldo torrido dell’estate. E in famiglia, con bambini anche al di sotto dei 10 anni. Volo su Marrakech e due notti in città, prima di noleggiare un’auto e partire per un giro ad anello. Le tappe: da Marrakech alla città fortificata di Ait Ben-Haddou (patrimonio Unesco) e Ouarzazate (la Hollywood del Marocco).

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Poi la visita alle spettacolari gole di Todra e Dades, con sosta per la notte nella città di Tinghir. Il giorno dopo l’arrivo a Merzouga, con le sue bellissime dune: gita in cammello al tramonto e notte in un campo tendato alle porte del deserto. Da lì ancora in viaggio verso la piccola cittadina di Agdz (se capitate di martedì non perdetevi il mercato), nel cuore della valle del Draa, con i suoi palmeti e le numerose kasbah (città fortificate).

Tamenougalt valle del DraaTamenougalt valle del Draa
Tamenougalt, uno dei villaggi della valle del Draa con le sue tipiche case di argilla (istock)

Poi il lungo viaggio verso l’Oceano, prendendo la strada che porta ad Agadir. Tappa per la notte nella piacevole Taroudant, la piccola Marrakesh, per poi risalire la costa lungo la scenografica e tortuosa strada che porta a Essaouria, con la sua medina patrimonio Unesco, i celebri bastioni e la bellissima spiaggia.

Marrakesh e piazza Jemaa el-Fnaa

A Marrakech ci si ferma tre notti. Per dormire l’ideale è prenotare un riad (tradizionali abitazioni marocchine su più piani con cortili interni, a Marrakesh ce ne sono moltissime e per tutte le tasche) all’interno della medina, ovvero la città vecchia. Buone opzioni, a meno di 100 euro a notte per quattro persone, colazione inclusa, si trovano su charming-riads-in-marrakech.com. Altro  indirizzo da segnare, il Riad Konouz.

La visita della città non può che iniziare dal caotico souq, un vero e proprio labirinto di stradine strettissime con motorini che sfrecciano ovunque, piene di negozi e bancarelle dove si possono osservare gli artigiani al lavoro e fare acquisti (ovviamente divertendosi a contrattare sul prezzo, uno dei must di ogni viaggio in Marocco). Qui è facile perdersi ma fa parte del gioco e alla fine si riesce comunque a raggiungere in qualche modo piazza Jemaa el-Fnaa, cuore della città dove tra incantatori di serpenti, musicisti e cantastorie si può osservare la folla che popola questo luogo unico che lascerà a bocca aperta anche i figli.

Venditore acqua a MarrakechVenditore acqua a Marrakech
Venditore acqua a Marrakech (Gian Marco Alari)

La sera la piazza si riempie di bancarelle dove poter assaggiare cibo locale (gli immancabili cocus cous e tajine di carne, ma anche pesce, lumache e dolci tipici marocchini). Ci si siede poi ad ammirare il tramonto da uno dei numerosi bar o ristoranti con terrazza panoramica affacciata sulla piazza.

Marrakech è il posto ideale anche per il meritato relax in un tradizionale hammam marocchino (anche i bambini possono farlo). Se ne trovano moltissimi in città, spesso anche all’interno dello stesso riad in cui si soggiorna.  I prezzi variano a seconda dei trattamenti che sceglgono, solitamente si parte dai 30 euro.  Uscendo dalla città vecchia e lasciandosi alle spalle il caos della città, una delle attrazioni più fotografate sono i giardini Majorelle, realizzati dall’artista francese Jaques Majorelle negli anni ‘30.

Le gole di Todra e Dades

Per spezzare il lungo viaggio che da Marrakesh porta al deserto ci si ferma una notte a Ouarzazate, famosa per i suoi studi cinematografici, con tappa alla vicina kasbah di Ait-Ben-Haddou, villaggio fortificato patrimonio Unesco, un gioiello spesso scelto come set per celebri film come “Il gladiatore” e “Lawrence d’Arabia”, per citarne alcuni. Da lì si raggiungono le gole di Dades e di  Todra, scenografici canyon  dove fare delle bellissime passeggiate ammirando il paesaggio.

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La notte la si passa nella cittadina di Tinghir e scegliendo la Palmeraie Guest House, un posto economico (circa 60 euro per 4 persone, colazione compresa) e molto piacevole dove si gusta una cena deliziosa. La posizione è strategica, proprio di fronte a un palmeto e molto vicina alle gole di Todra che si possono così raggiungere la mattina presto, prima che arrivino le carovane di turisti.

Le gole di DadesLe gole di Dades
Le gole di Dades (Gian Marco Alari)

Merzouga e il deserto

Una notte tra le dune dell’Erg Chebbi, a Merzouga, è un grande classico di ogni viaggio nel sud del Marocco e per i bambini (ma anche per i grandi) sarà sicuramente un’esperienza indimenticabile. La zona è facilmente accessibile e si può arrivare in auto praticamente quasi sulle dune, ragione per cui – soprattutto in alta stagione – ci sono moltissimi turisti e questo, in parte, rovina la magia del deserto. Quasi tutti i viaggiatori passano una notte nei campi tendati che si trovano ai piedi delle dune. Ce ne sono moltissimi, più o meno tutti simili, quindi c’è solo l’imbarazzo della scelta.

Si può optare per un campo più piccolo ma più particolare rispetto agli altri, l’Ali & Sara’s Desert Palace, con tende caratteristiche e cena squisita. Per una notte si spendono circa 200 euro: nel prezzo sono inclusi il trasporto al campo con fuoristrada (l’auto si lascia nel parcheggio di un hotel indicato), colazione, cena e gita in cammello di circa un’ora al tramonto (o all’alba).

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In alta stagione la poesia dell’esperienza nel deserto sarà quasi sicuramente disturbata da quad e buggy che sfrecciano sulle dune (se invece questo è proprio quello che si cerca, allora non sarà un problema: chiedendo ai proprietari del campo tendato, c’è possibilità di organizzare l’escursione personalizzata in quad, con prezzo intorno ai 100 euro).

Le dune di Merzouga (Gian Marco Alari)

Per chi sogna invece un’esperienza più avventurosa l’alternativa sono i trekking nel deserto, ma si possono fare solo in primavera e in autunno (quando le temperature lo consentono) e durano dai 5 ai 10 giorni. Una valida alternativa a Merzouga sono le dune dell’Erg Chigaga, che si raggiungono però solo con un viaggio in 4×4 partendo dal villaggio M’Hamid El Ghizlane, a sud di Zagora. Anche in questo caso si può passare la notte in un campo tendato: si trovano su Booking, contattandoli per organizzare il trasporto.

Il viaggio verso l’Oceano, passando dalla valle del Draa

Lasciata Merzouga si riprende il viaggio in auto e dopo aver attraversato numerosi villaggi berberi circondati da uno splendido paesaggio si fa tappa nella cittadina di Agdz, nel cuore della valle del Draa. Per la notte si può prenottare in un delizioso bed and breakfast, Le chant des Palmiers, immerso nella natura, all’interno di un palmeto. Il prezzo: 60 euro a notte, con colazione. La mattina, prima di rimettersi in viaggio, ci si ferma al mercato che si svolge ogni martedì alle porte di Agdz, un tuffo nel Marocco più autentico dove si possono vedere contadini e commercianti in azione: qui si vendono frutta, verdura e anche animali vivi.

Il mercato di AgdzIl mercato di Agdz
Il mercato di Agdz (Gian Marco Alari)

Da Agdz abbiamo imboccato la strada che, passando a sud dell’Atlante, porta fino ad Agadir, un viaggio di parecchie ore che abbiamo spezzato fermandoci a Taroudant, ribattezzata la piccola Marrakesh. Una cittadina autentica, poco caotica, dove oltre all’immancabile souq ci si può concedere, per la gioia dei figli, un giro in calesse in centro e intorno alle mura che cingono la città.

Da qui in poco tempo si raggiunge Agadir da dove si imbocca la strada costiera, tortuosa e spettacolare, che sale fino a Essaouira. Qui si vedono le dune di sabbia a ridosso dell’oceano, bellissime spiagge meta di surfisti. Ma volgendo lo sguardo verso l’entroterra, si può assistere a una scena piuttosto curiosa: delle capre appollaiate sopra gli alberi di Argan a caccia di frutti, di cui sono molto ghiotte.
Attenzione però: in alcuni  casi questi animali subiscono maltrattamenti e sono costretti a stare sugli alberi da pastori che poi chiedono soldi ai turisti in cambio di una foto (questo succede in particolare lungo la strada che porta da Marrakesh a Essaouira).

Capra su albero di ArganCapra su albero di Argan
Una capra su un’albero di Argan (Gian Marco Alari)

Essaouira

Essaouira, l’antica Mogador, con la sua meravigliosa medina sul mare, patrimonio Unesco, è una città meravigliosa ed è il luogo ideale per un paio di giorni di relax. Passeggiare per gli stretti vicoli della città vecchia tra le botteghe degli artigiani, ammirare l’oceano dai celebri bastioni (dove Orson Wells girò il suo film Otello), passare qualche ora sulla bellissima spiaggia sferzata dal vento dove i bambini potranno far volare aquiloni, tuffarsi in mar oppure lanciarsi in qualche lezione di surf.

Per pranzo è d’obbligo sostare in uno dei piccoli ed economicissimi chioschi vicino al porto: sulle bancarelle si sceglie il pesce fresco esposto che verrà grigliato al momento. Per il soggiorno, si può optare per un buon riad nel centro storico, il Riad Chakir Mogador: 80 euro circa con la colazione. Per la cena, invece, si esplora liberamente la città, con l’imbarazzo della scelta tra numerosi e caratteristici ristoranti.
Da Essaouira si imbocca infine la strada per Marrakech dove, dopo circa 3 ore di viaggio, si riconsegna l’auto in aeroporto prima del rientro in Italia.

tramonto sulla spiaggia di Essaouiratramonto sulla spiaggia di Essaouira
tramonto sulla spiaggia di Essaouira (Gian Marco Alari)

Prima di partire: informazioni e documenti

Organizzare un viaggio in Marocco è molto semplice. Per entrare nel Paese non serve il visto, è sufficiente il passaporto con validità di almeno sei mesi. Sul documento verrà inserito un numero di ingresso che verrà chiesto quando si fa il check-in negli alberghi o nei riad. Il Marocco è una meta sicura, ma è sempre bene consultare il sito della Farnesina per avere informazioni aggiornate.

Non sono richieste vaccinazioni obbligatorie, basta portarsi una normale farmacia da viaggio e stipulare una buona assicurazione che copra eventuali spese sanitarie. Sul sito dell’Ufficio nazionale del turismo del Marocco si trovano molte informazioni utili, sia per preparare il viaggio che per scegliere cosa visitare. Info: visitmorocco.com

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Quando andare in Marocco

Il Marocco è una destinazione valida tutto l’anno. Certo, d’estate si deve tenere conto del caldo asfissiante, soprattutto se si ha intenzione di visitare il deserto. Il clima è secco, ma a luglio e agosto le temperature superano abbondantemente i 40°, quindi preparatevi. Viaggiando d’inverno, con un po’ di fortuna, si può trovare un clima sempre gradevole: soleggiato e tiepido di giorno (con temperature intorno ai 20/25°) e fresco la sera (basta portarsi una bella giacca). Va ricordato che nel deserto l’escursione termica è molto elevata.

Per chi sceglie di visitare il Paese in inverno va tenuto presente che a volte gli alloggi non hanno riscaldamento e quindi la notte potrebbe fare piuttosto freddo nella stanza: informarsi e controllare prima di prenotare. La primavera e l’autunno sono i periodi migliori ma d’inverno si ha il vantaggio di non trovare folla e di ottenere prezzi inferiori.

Noleggiare un’auto in Marocco oppure no?

Il noleggio di un’auto è un’ottima soluzione per spostarsi in Marocco, in particolare se il viaggio non prevede molte tappe nelle città, dove guidare può essere impegnativo. Nel caso di viaggi in famoglia con bambini si rivela la scelta migliore: i prezzi sono contenuti e le strade che da Marrakech arrivano fino al deserto sono in ottime condizioni.

Rispettare sempre i limiti di velocità: i posti di blocco della Gendarmerie sono ovunque. Per l’affitto dell’auto si può scegliere una compagnia locale come AirCar e con circa 40 euro al giorno si prende un’auto di piccole dimensioni – ritirata in aeroporto – con tutte le coperture assicurative.
Oltre a quelle locali nel Paese si trovano anche le principali compagnie di noleggio internazionali. C’è quindi solo l’imbarazzo della scelta, consultando uno dei tanti siti che comparano i prezzi come rentalcars.com.

 città vecchia di Essaouira città vecchia di Essaouira
Veduta della città vecchia di Essaouira (iStock)

Per arrivare a Merzouga è sufficiente un’auto normale, non serve un fuoristrada.  Per il noleggio basta la patente italiana (oltre a carta di credito e passaporto). Avere un mezzo proprio consente di essere indipendenti negli spostamenti e ridurre i tempi: raggiungere il deserto con i mezzi pubblici si può fare, ma il viaggio diventa molto lungo.

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Se non ci si sente di guidare un’altra soluzione sono i tour organizzati da Marrakech o da Ouarzazate: di solito durano tre giorni (con una o due notti nel deserto) e includono trasporto, pernottamento e pasti.  Se scegliete una di queste escursioni, è bene capire in anticipo in quale albergo e in quale campo nel deserto si alloggerà, in modo da evitare sorprese. Si possono prenotare direttamente dall’Italia (per esempio sul sito getyourguide.it oppure una volta arrivati in Marocco: si trovano infatti moltissime agenzie che li propongono.

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